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Quanto costa davvero il digitale per un ristorante?

Oggi una parte sempre più importante del budget di un ristorante finisce nel digitale.

Un sito web da realizzare e mantenere, il menu online da aggiornare, la presenza su Google, le traduzioni per i turisti, la gestione delle grafiche, le prenotazioni e, per chi può permetterselo, persino la consulenza di un sommelier.

Ogni esigenza spesso significa un nuovo fornitore, un nuovo abbonamento o una nuova spesa.

Il risultato? Costi che aumentano e strumenti che si moltiplicano.

Eppure il cliente moderno si aspetta tutto questo.

Vuole trovare il ristorante su Google in pochi secondi. Vuole consultare il menu dal telefono. Vuole leggere la carta dei vini. Vuole ricevere consigli sugli abbinamenti. Vuole un’esperienza digitale semplice e immediata.

Per molti locali, soprattutto quelli di piccole e medie dimensioni, stare al passo diventa sempre più difficile.

È proprio da questa esigenza che nasce eLier Ristoranti.

Una piattaforma progettata per concentrare in un unico sistema ciò che normalmente richiederebbe diversi strumenti e diversi professionisti.

Con eLier un ristorante può ottenere in pochi clic una landing page professionale, un menu digitale tramite QR Code, la traduzione automatica dei contenuti in più lingue e un sommelier basato su intelligenza artificiale disponibile direttamente ai tavoli.

Non serve più aggiornare PDF ogni volta che cambia un prezzo. Non serve ristampare continuamente i menu. Non serve rinunciare a offrire un supporto nella scelta del vino.

Tutto viene gestito da un’unica dashboard semplice e accessibile.

La vera innovazione, però, è che eLier non vuole essere soltanto un menu digitale.

Vuole diventare il punto di incontro tra tecnologia e ristorazione, aiutando i locali a ridurre costi, semplificare la gestione e migliorare l’esperienza dei clienti.

In un settore dove ogni euro conta e il tempo è sempre poco, avere tutto in un’unica piattaforma può fare la differenza.

Perché il futuro della ristorazione non è aggiungere nuovi strumenti.

È semplificare tutto ciò che già esiste.

Scopri eLier RISTORANTI

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Vesuvio Wine Day in città

Ingresso San Lorenzo Maggiore
Evento vitivinicolo
Locandina evento
Evento del Consorzio Vini del Vesuvio

” Vesuvio Wine Day ” 2026

Evento di Degustazione

Il 10 e 11 Maggio 2026,presso il Complesso Monumentale San Lorenzo Maggiore,sito in Piazza San Gaetano, 316 Napoli.

Il Consorzio Tutela Vini del Vesuvio, è un’associazione di produttori che promuove, valorizza e cura,gli interessi per le Denominazioni tutelate.

Hanno messo in campo due giorni, con il seguente programma:

• il 10 Maggio si è aperto al pubblico dalle 12:00 alle 19:00

Alle 11:00 si sono avuti i saluti Istituzionali.

Alle 12:00 presso la Sala Capitolare, una Masterclass “Quattro quadranti, quattro calici per raccontare le nostre eccellenze culinarie. Condotta da Chiara Giorleo e  il giornalista Luciano Pignataro.

Poi era previsto un Light lunch con prodotti tipici del territorio.

Alle 14:00 su invito la visita guidata a Napoli Sotterranea.

Alle 15:00 sempre presso la Sala Capitolare, una nuova Masterclass “Come riconoscerli davvero: I bianchi del Vesuvio tra vitigno, quadranti, e interpretazioni ” conduce Chiara Giorleo.

Alle 16.30 ancora un’altra Masterclass “Chi comanda davvero:il vitigno o il territorio? Rossi e Rosati del Vesuvio- tra Piedirosso, Aglianico e altri autoctoni ” condotta da Chiara Giorleo.

11 Maggio Si comincia dalle 12:00 alle 15:00 con ingresso su invito, ma dalle 15:00 alle 19:00 c’è l’apertura al pubblico.

Alle 14:30 presso la Sala Capitolare, Masterclass “Dialogo tra Vesuvio ed Etna: grammatica vulcanica comune, lingue diverse- 10 vini per riconoscere il territorio oltre il vitigno” condotta da Chiara Giorleo.

Tra i produttori il Consorzio annovera,114 associati tra viticoltori, aziende agricole a conduzione familiare, vinificatori, e imbottigliatori.

Le Aziende presenti:

▪︎ Tenuta le lune del Vesuvio;

▪︎ La Cantina del Vulcano;

▪︎ Tenuta la Mura;

▪︎ Cantine Villa Regina;

▪︎ De Falco Vini;

▪︎ Masseria dello Sbirro;

▪︎ Tenuta Augustea;

▪︎ Villa Dora;

▪︎ Romano Michele Vini;

▪︎ Antiche Radici;

▪︎ Cantine Olivella;

▪︎ Enodelta ;

▪︎ Montesomma vesuvio ;

▪︎ Cantina del Vesuvio;

▪︎ Sorrentino Vini;

▪︎ Casa Vinicola Setaro;

▪︎ Bosco De Medici ;

▪︎ Fioravante Romano;

▪︎ FuocoMuorto;

▪︎ Vinicola De Angelis;

Durante l’evento “Vesuvio Wine Day in città ” è stato presentata la prima edizione di “Vesuvio Wine Day in Cantina”, iniziativa che vuole invitare il pubblico dell’evento di Napoli a visitare le Aziende della Vesuvio Dop.

Il programma della visita precedente:

Visita guidata in Azienda; Racconto della realtà aziendale, del territorio, e della Vesuvio Dop; Degustazione di un calice di vino Vesuvio Lacrima Christi Dop.

Se siete curiosi, seguirà un nuovo approfondimento con le Degustazioni che ho svolto durante l’evento.

 

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Nasce il Progetto Mosella, il Riesling firmato Nicola Biasi

Un blend di Riesling e Johanniter.

Briedel, giugno 2025 – Dopo aver ridisegnato la geografia della viticoltura sostenibile in Italia con il progetto Resistenti Nicola Biasi e conquistato premi e riconoscimenti con etichette simbolo come Vin de la Neu, l’enologo friulano Nicola Biasi apre un nuovo capitolo internazionale con la nascita di Progetto Mosella.

Un progetto che non è solo geografico, ma filosofico, tecnico e visionario: interpretare il vitigno simbolo della Germania, il Riesling, alla luce del cambiamento climatico, attraverso le lenti della sostenibilità e dell’innovazione.

Il cuore di questa iniziativa si trova a Briedel, nel tratto alto della Mosella, a pochi chilometri dal confine con il Belgio, dove nel 2023, insieme alla biologa Martina Casagrande – collaboratrice di lunga data nella Nicola Biasi Consulting – è stato acquisito un vigneto di 3.000 mq piantato a Kerner e Riesling.

Le due varietà, vinificate separatamente, hanno dato origine a vini diversi e interessanti, ma è stato il Riesling – interpretato in stile secco, più vicino al Rheingau che al canone classico della Mosella – a diventare protagonista del progetto.

Innovare rispettando la tradizione: è questo il principio che guida ogni nostra scelta – commenta Nicola Biasi – Oggi anche in Mosella, grazie a rese basse e a una gestione agronomica di precisione, è possibile produrre Riesling secchi di grande equilibrio e profondità, senza ricorrere al residuo zuccherino. È la risposta concreta a una viticoltura che cambia, in un clima che cambia.”

La vendemmia 2023 ha dato origine a un vino irripetibile, unico nella sua identità e nella sua storia. È l’unica etichetta prodotta con le uve del vecchio impianto: dopo la raccolta, infatti, il vigneto è stato completamente reimpiantato e quel cru, in quella forma, non esisterà più.

Una bottiglia rara, che racconta un luogo ma anche un momento: un Riesling secco, pulito, essenziale, che rompe con la tradizione zuccherina della Mosella per offrire un profilo più diretto, salino e verticale, in perfetto equilibrio con la visione enologica di Nicola Biasi.

Il nuovo impianto, che darà i primi frutti nei prossimi anni, è composto per metà da Riesling e per metà da Johanniter, la varietà del celebre Vin de la Neu.

Questo abbinamento inedito apre la strada a un blend dal grande potenziale: da un lato l’eleganza minerale e la longevità del Riesling, dall’altro la sostenibilità e l’adattabilità del Johanniter, in grado di affrontare condizioni climatiche estreme con una drastica riduzione dei trattamenti in vigna.

Tradizione e innovazione, terroir e tecnica, memoria e visione: Progetto Mosella non è solo un nuovo vino, è la dimostrazione concreta che anche nel cuore più classico del vino europeo è possibile fare ricerca e proporre modelli virtuosi.

Il Progetto Mosella si aggiunge così alla costellazione di progetti che fanno capo a Nicola Biasi, già premiato con il Premio Vitienologia Sostenibile 2025 da DoctorWine e con il Premio Speciale per la Vitivinicoltura Sostenibile dell’Anno da Gambero Rosso nel 2025.

Un riconoscimento del valore di un lavoro che non si limita a produrre grandi vini, ma li pensa come veicolo per un cambiamento reale, tangibile, misurabile.

Dalla Val di Non alla Mosella, attraverso i dieci territori della rete Resistenti Nicola Biasi, l’enologia si fa strumento di innovazione, cultura e sostenibilità.

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Bertinga, boutique winery a Gaiole in Chianti

Articolo di WinesCritic.com.

Volta di Bertinga 2015 è ora disponibile in commercio

Bertinga è una realtà vitivinicola gioiello posizionata sulle più alte colline di Gaiole in Chianti. Con il supporto dell’enologo Stéphane Derenoncourt, l’azienda ha scelto di raccontare il proprio territorio attraverso due sole varietà : Sangiovese e Merlot.

Ventiquattro ettari in tutto chiusi in un cerchio magico di pochi chilometri quadrati, sul tetto del Chianti Classico. Tra i vigneti più importanti ci sono il vigneto Bertinga, il vigneto Vertine, il vigneto Adine e il vigneto Poggio Pestine (ultima acquisizione) nomi autorevoli già conosciuti nel territorio molto diversi per suoli ed orientamento, ma legati da una spiccata altitudine e da una decisa pendenza dei filari.

Il 17 Novembre è stato presentato in anteprima Volta di Bertinga in un pranzo stampa pensato per giornalisti, opinion leader e sommelier da Atto di Vito Mollica, una Stella Michelin presso il Palazzo Portinari Salviati a Firenze.

Volta di Bertinga rappresenta l’idea di autenticità di Bertinga. Un Merlot in purezza prodotto da una parcella, la n.10, nel territorio di Gaiole in Chianti.

Caratterizzata da un’esposizione a nord, il suo suolo di origine eocenica, che risale a circa 50 milioni di anni fa, è composto principalmente da marne calcareo-argillose. Si tratta di terreni di media profondità e a basso pH, in cui il Merlot, vitigno precoce per natura, trova un equilibrio perfetto tra potenza e freschezza. L’altitudine del vigneto di 380 metri circondato da boschi dona sempre splendide escursioni termiche tra il giorno e la notte.

Volta di Bertinga 2015 si presenta oggi come un Merlot dal cuore chiantigiano, capace di unire struttura e verticalità, forza e leggiadria. Note di frutti neri maturi, grafite, erbe mediterranee e spezie dolci si fondono in un sorso denso, vibrante e minerale.

L’annata 2015 è valutata internamente in azienda e non solo come un’annata eccezionale. Un inverno mite, con poche giornate fredde, una primavera regolare e senza preoccupazioni. L’estate è stata ottima, poche piogge, temperature elevate a Luglio ed Agosto, intervallate da buone escursioni termiche. La raccolta del Merlot in casa Bertinga è spesso orientata verso la perfetta maturazione delle uve che avviene nella terza o quarta settimana di Settembre.

Per l’occasione ed il lancio di Volta di Bertinga 2015 sono state ideate due piccole verticali dei vini più iconici di Bertinga : Punta di Adine e Volta di Bertinga. Annata 2021,2019 e 2016 per Punta di Adine ed Annata 2019,2016 e 2015 per Volta di Bertinga.

Splendide espressioni a tratti emozionanti hanno colorato la giornata. Un punto in comune la grandezza dell’annata 2016 che in entrambe le espressioni ha confermato la sua autorevolezza e la gran classe.

Al termine della degustazione, l’abbinamento è stato affidato alle sapienti mani di Chef Vito Mollica, attento e caloroso nell’accoglienza degli ospiti.

Pappardelle, burro e timo con ragù di cortile in abbinamento con Chianti Classico, anima ed identità territoriale. La Porta di Vertine è un un vino completo dal carattere territoriale. A seguire Lombo di Capriolo con radicchio tardivo e zucca arrostita in dobbio abbinamento con Bertinga 2018 e Sassi Chiusi 2020. Bertinga è il blend più importante dell’azienda 50% Sangiovese e 50% Merlot. Nasce su terreni ricchi di rocce sedimentarie ed alberese. Sassi Chiusi è invece il blend di 85% Sangiovese e 15% Merlot in uscita sul mercato con 1-2 anni di differenza rispetto al fratello maggiore.

Concludono il pranzo una selezione di formaggi in abbinamento con Punta di Adine 2019 e Volta di Bertinga 2015.

Di WINESCRITIC.COM