di Letizia Porcini.
Il paesaggio del Soave
C’è da dire che l’areale del Soave, tra ampie vallate e pendii scoscesi, non manca di bellezza e storicità, elementi che hanno consentito a queste fascinose colline vitate di guadagnare il riconoscimento come Paesaggio rurale di interesse storico d’Italia nel 2016 (riconoscimento da parte del Masaf) e di Patrimonio di rilevanza mondiale nel 2018 (da parte della FAO).
Gli elementi che lo caratterizzano sono:
- la pergola veronese, ampiamente diffusa in modo particolare per la coltivazione della Garganega,
- i muretti a secco impiegati per la realizzazione di terrazzamenti, necessari al fine di costituire dei fondi vitati lungo i versanti collinari spesso molto ripidi,
- e un’abbondante presenza di boschi.
Quest’ultimi trovano particolare sviluppo nella zona est del comprensorio, in corrispondenza dell’UGA di Roncà-Monte Calvarina, dove operano come importante regolatore climatico. E’ in quest’area peraltro che si individuano gli antichi vulcani Crocetta e Calvarina, responsabili della matrice vulcanica che caratterizza buona parte del territorio del Soave.
Si tratta di un vulcanesimo iniziato circa 40 milioni di anni fa (ovvero nel Cenozoico, e in particolare a partire dal periodo dell’Eocene) quando l’area risultava ancora sommersa dalle acque, per poi proseguire in superficie a seguito dei movimenti tettonici e dell’emersione graduale dei fondali marini. Durante la loro attività, i vulcani hanno riversato tutt’attorno ceneri, lapilli e magmi di matrice basaltica creando una discreta variabilità nella stratigrafia.

Il futuro del Soave
La necessità di rendere più riconoscibile il Soave nelle sue differenti sfaccettature ha condotto il Consorzio verso un intervento sui disciplinari di produzione delle DO amministrate (DOCG Soave Superiore e DOC Soave) al fine di rendere più chiara la comunicazione del territorio attraverso i suoi prodotti.
La volontà è quella di scindere la dimensione di pianura da quella collinare che, per la conformazione stessa del territorio, richiede costi e tempi di lavorazione nettamente differenti rispetto al fondovalle, valicando anche il confine della viticoltura eroica in molte circostanze.

